aborto

se sei arrivata a leggere questo post hai digitato nel motore di ricerca “aborto”; non so se lo hai notato non apro questo post con “salve”, se hai digitato “aborto” non sai dove sbattere la testa e non ti interessa la gentilezza (anche se essenziale, sempre).

con il termine aborto ci si imbatte in un calderone che mette sullo stesso livello 2 eventi differenti: l’aborto spontaneo e quello provocato. follie delle parole, me ne dispiaccio e farò del mio meglio per trattare questi due argomenti con la massima sensibilità (se ti interessa solo l’aborto indotto clicca qui).

andiamo per gradi.

per aborto spontaneo si intende una gravidanza che si interrompe prima che il prodotto del concepimento sviluppi caratteri riferibili alla specie, mi spiego meglio: dall’inizio della sua esistenza il prodotto del concepimento affronta tutte le fasi della esistenza in vita, ossia si passa dallo stato mono cellulare al pluricellulare complesso attraversando stadi aggregativi cellulari, invertebrati, vertebrati inferiori e quindi superiori, quindi ancora mammiferi, primate ed in infine uomo. è un evento normale, per quello che può essere un evento del genere, nella vita della donna, alcuni studi riferiscono come “normale” sino a 2-3 od anche quattro aborti consecutivi (non importa l’età gestazionale), oltre si parla di aborto ripetuto, e l’aborto diventa la patologia stessa, patologia che richiede la consulenza di una branca specifica della medicina, la procreazione medicalmente assisitita. che si cerchi una causa od una soluzione è giusto consultare tale forma specialistica, poiché nel suo essere rispecchia tutti i passaggi (laboratoristici, consultivi, clinici, etc…) che sono necessari ad ottenere una gravidanza.

molto spesso, l’aborto, è una diagnosi occasionale, non è detto che vi siano dei segni sintomi e condizioni quali sanguinamenti, dolori o mutazioni delle “sensazioni personali”. la ecografia è essenziale per tale diagnosi. e qui iniziano le differenze, non tutti gli aborti sono uguali: alcuni sono molto precoci, tanto precoci da risultare solo come ritardo mestruale e come test di gravidanza positivo, la ecografia è negativa, il β-HCG (test di gravidanza su sangue) è debolmente positivo e non si evolve nei controlli serrati (ripetizione del β-HCG a 48 ore). dopo 2-4 controlli questo valore si abbassa e si monitora, in base alla tua situazione personale. normalmente dopo 2-4 settimane si manifesta la mestruazione e quindi, qualora tu cercassi una gravidanza puoi riprovarci, hai avuto una gravidanza biochimica, succede molto più di quello che pensi.

altra variante, il detto “uovo cieco” oppure medicalmente “gravidanza anembrionica”, ossia nel prodotto del concepimento manca l’embrione.

eventualità più frequente, invece, è quella della gravidanza che si interrompe alla seconda-terza ecografia, nella prima forse andava tutto bene, forse era presente un piccolo distacco, forse era già presente il battito, forse no; ma in questa ulteriore ulteriore ecografia che sia di routine (magari di accrescimento) oppure di pronto soccorso (un dolore oppure un po’ di sangue), quindi in qualunque frangente le tue paure più profonde si sono manifestate.

respira

hai il diritto, anzi il dovere di incazzarti, con chiunque, anche con me che ti do la notizia. ma non chiedere perché. molto spesso non esiste una causa. ora prendi un respiro profondo, siediti, ed ascolta quello che ti dice il medico. il collega sta tracciando con te la linea comportamentale più sicura, forse con un raschiamento, forse no, forse con farmaci, forse no, forse un miniparto se la gravidanza si è interrotta ad una età gestazionale matura (intorno alla 12a settimana, ad esempio). altra eventualità è quella di un parto abortivo, ciò potrebbe essere dovuto ad uno stato settico o quadro infettivologico compromesso tale da indurre un parto.

dipende da caso a caso, e le variabili sono tante e tali che non possa, io, spiegarti tutto in un post, se posso esserti di aiuto o sciogliere qualche dubbio a riguardo puoi contattami o cliccare sul pulsantone verde in basso a sinistra

se stai leggendo questa parte stai cercando qualcuno che ti aiuti nel percorso della legge 194 del 1978. la legge in questione protegge la maternità, poiché tu hai il diritto di scegliere quando diventare madre, forse per la prima volta, forse no, ma la scelta è tua, maturata non solo dalla tua volontà ma anche da tutto quello che è il contesto (ad esempio i soldi). in primo luogo devi sapere a chi rivolgerti; non necessariamente un solo istituto od una sola persona. ti consiglio di eseguire una ecografia presso il tuo ginecologo, tale ecografia (qualora tu abbia il ciclo irregolare oppure fossi in allattamento) serve per determinare l’età gestazionale, infatti sei tutelata nella tua volontà sino alla 12a settimana e 5 giorni (90 giorni), oltre la interruzione di gravidanza è possibile solo per la salute materna oppure fetale (non necessariamente la interruzione di gravidanza è fatta a fine di aborto).

fatto questo preambolo, non è il tempo di disperarsi: il tuo primo obiettivo è ottenere un certificato di volontà di interruzione di gravidanza, tale certificato lo puoi ottenere dal consultorio o dal tuo ginecologo, ovviamente se non obbiettore. una volta avuto il certificato in mano noterai 2 cose: la prima il termine “urgente” oppure “non urgente” così si determina la concessione dei 7 (sette) giorni seguenti per ripensamento prima che si possa praticare l’aborto.

il ripensamento esiste, ne ho visti sino all’ultimo, le cose cambiano, cambiano i contesti; molto spesso vengono esposte anche le alternative all’aborto, nel momento nel quale chiedi un certificato: l’affido, l’adozione sono tra queste, sono optioni e le hai già prese in considerazione e ne hai avuto paura. torniamo a noi, hai 7 giorni di attesa, in quei giorni puoi, oltre che rivalutare la tua scelta, organizzarti con l’istituto da te scelto con le possibilità di eseguire la procedura, pertanto in quei giorni puoi entrare in lista di attesa per intervento (o per la metodica farmacologica), ossia fare la cartella, gli esami di valutazione ed un colloquio con l’anestesista.

I giorni trascorrono e giunge l’ora “x”, ti presenti in ospedale a digiuno totale dalla mezzanotte, vieni accolta dal personale di reparto, viene fatta l’accettazione, vieni portata al letto, vieni invitata a spogliarti e mettere un farmaco in vagina per l’intervento (oppure a berlo, dipende dalla procedura e disponibilità); da quel momento è solo attesa per essere portata in sala operatoria oppure per il sanguinamento della espulsione del prodotto di concepimento. dopo il fatto, avrai dei dolori come e forse più forti di normali mestruazioni e perdite vaginali che dureranno 7-10 giorni.

per questo post mi fermo qui, non è solo pieno di aspetti medici e medico-legali pesanti, ma principalmente perché oltre quello che hai appena letto nel tuo cuore e nella tua testa c’è un oceano di domande e dubbi, per alcuni di questi, forse, posso esserti di aiuto.

se ciò ritieni, io sono ad una chat di distanza oppure a contattami, se invece conosci qualcuna che potrebbe aver bisogno di capire cosa è successo, condividimi via social.

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