battesimo

in una epoca di oggettivazioni costanti e presenti, dove la morale e la etica ed si mischiano alla “performance”, all’utilizzo pratico alla velocità di un clic e della durata di un clic, abbiamo deciso (mia moglie argentina ed io) di battezzare nostra figlia rachele. questa scelta, così come lo sposarsi, suona ad alcune orecchie obsoleta, è un parere e quindi rispetto le idee di chi non consacra un figlio ad una idea, ma pretendo lo stesso rispetto. Per quanto riguarda il matrimonio, anche solamente civile, è un altro discorso (dal punto di vista burocratico, fiscale e bancario) che non ha senso fare qui.

Bene, iniziamo la descrizione della giornata: tralasciando tutti i preamboli di una settimana di ferie r-s-p-e-a (mischiate le lettere per presa o persa) per preparativi al 99% pensati ed organizzati da argentina.

ok. nel corollario di parenti prossimi per vicinanza a milano, troviamo i lecchesi con minaccia di ritardo ed i genovesi dispersi in due strade con una sola auto; grazie al mio alto profilo chiamo il premier (mia moglie argentina) che organizza subito la missione dinner-out e mi invia subito una task force composta da mia moglie argentina. La task force decide di separarci, magicamente appaiono degli avvocati dai muri, muniti di cellulari, che visionavano i nostri profili social; rispeditigli avvocati al quinto girone infernale dantesco dopo aver spiegato che la separazione era solo logistica e non sentimentale, io vado a recuperare i genovesi i quali, nonostante i navigatori, erano finiti da tutt’altra parte della città stato di milano. saltiamo le piacevoli situazioni di commento a riguardo, ossia lamia rabbiosa simpatia in auto, arriviamo alla chiesa dopo aver parcheggiato l’auto e preso un taxi! Dopo aver constatato di essere in 10 minuti di ritardo scopriamo anche che siamo i primi. mia moglie giunge 3 minuti dopo, oforse no poiché ella ed i suoi parenti erano fuori un altro ingresso ad aspettarci, mia sorella, sua figlia e fidanzato chiudono invece le qualificazioni arrivando dall’altare, giuro non so da dove siano passati.

IL BATTESIMO

fatte le dovute presentazioni, tra i parenti che non si conoscevano ancora, scopriamo tutti che prima di noi è passato un funerale, allegria. rachele riceve il battesimo con prete, coristi, testimoni e genitori completamente assuefatti dalle leggi anticovid, ossia mascherina ed assenza di sorrisi, ma bastava il suo; rachele ha sorrisi a due denti da regalare a chiunque, ha sorriso anche sulla fonte battesimale e mentre veniva docciata dall’acqua di nostro signore. lo sappiamo generiamo invidia, non un grido, non un lamento. a fare casino ci ha pensato rebecca, la dea della guerra, la quale a vedere corridoi grandi e lunghi e a scoprire il tappeto rosso del matrimonio a seguire la nostra funzione non ha capito più niente e si è divertita correndo più o meno ovunque, muri compresi, sposandosi 13 volte come regina (lei non vuole essere principessa).

IL PARTY

ovviamente finito il rito, con le foto della festeggiata e restante famiglia comprensiva di regina, dopo circa 600 metri arriviamo al nostro posto preferito (dal vinattiere – via cadore 30 – milano) mangiamo quasi in maniera meridionale senza però gli sfarzi inutili ed esuberanti. a fare casino ci hanno pensato rebecca ed umberta, mia nipote di anni uno, le quali tra grida corse telefoni con musichette rigorosamente differenti ci hanno sfinito più del vino. finito il pranzo, ricevuti i regali per le bambine (mai sia regalare qualcosa alla sorella senza omaggiare anche la tre-enne) torniamo a casa e ci sentiamo finalmente bene, liberi anche dall’impegno organizzativo (quasi esclusivamente di argentina, la quale potrebbe farlo per lavoro).

il battesimo non è un surplus, ma un atto non solo di fede, di appartenenza; forse rebecca e rachele in futuro avranno molti dubbi a riguardo, o forse come buona parte di noi non se ne cureranno sino a quando non sarà solo la propria appartenenza ma anche delle persone alle quali si vuole bene. nella mia vita sono stato molte cose, ma è il ritorno verso l’inizio, la vera fine del viaggio.

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