ciò che fa paura in gravidanza

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il tracciato, manovre ostetriche, lacerazioni vaginali, sanguinamento, stato di salute della mamma, mef

salve, se stai leggendo questo post ti sei concentrata sulla parola “paura”. in un libro è scritto che nominare (ossia conoscere) un nemico è già sconfiggerlo, bene diamo un nome ai nostri nemici, per sconfiggerli insieme e portare a casa la bandiera (ricordi bimbo sano in braccio!).

Iniziamo: durante tutto il travaglio avrai attaccate alla pancia con due bende elastiche le sonde del tracciato cardiotocografico; analizziamo il nome per comprendere cosa vediamo: grafico da grafos ossia disegno/scrivo, cosa? cardio, il cuore fetale come si comporta in maniera puntuale, è una valutazione diretta anche della ossigenazione che arriva al cervello fetale, suggerisce all’operatore molte cose se proseguire o meno con alcune manovre o terapie oppure se procedere ad un taglio cesareo. toco vuol dire contrazione di un muscolo liscio, indica quanto si impegna l’utero nella attività contrattile, se è possibile fornire un aiuto mediante ossitocina oppure no. spiegare cosa significa in maniera puntuale tutto il tracciato cardiotocografico, l’interpretazione e le relative conseguenze (non solo intese come azioni, ma anche come parole) è argomento di libri di testo, di corsi e di preoccupazioni. a grandi linee ti dico che sono normali, anzi essenziali, dei micro picchi verso il basso, per quanto riguarda il tracciato cardio, possono accompagnarsi a progressioni della testa nel canale da parto. infatti, ogni passaggio deve essere valutato sotto più luci: il tracciato, la dilatazione cervicale/progressione della testa, colore del liquido amniotico (se sacco rotto, ovvio), stato di salute della paziente, etc… proprio queste valutazioni posso far cambiare le azioni degli operatori da assistenza al parto spontaneo/eutocico ad operativo (ventosa) o taglio cesareo.

la ventosa ostetrica viene applicata sulla testa e serve per guidare la testa nel canale da parto evitando che qualcosa si “blocchi” nel passaggio; al taglio cesareo dedico un post qui.

una volta espulsa la testa del bimbo, potrebbero essere necessarie delle pratiche ostetriche, dette manovre, per liberare le spalle. La distocia di spalle è un evento, come molti eventi ostetrici avversi, drammatico imprevedibile improcastinabile, abituati a questa idea. Molto spesso basta la mobilizzazione delle gambe, ossia stai sempre sdraiata le tue gambe vengono mosse dagli operatori, a te viene chiesto di non spingere in caso di contrazione, quindi riposizionate le gambe, anzi messe in iperflessione, vieni invitata a spingere seguendo la contrazione, come per tutte le altre, se non fosse sufficiente ciò, l’ostetrica od il ginecologo guiderà con le mani sia esterne sia interne le spalle fetali tentando di liberarle. Molto spesso basta muovere le gambe.

Ok, il bimbo è sano in braccio, ma qualcosa non piace agli operatori, si muovono, parlano tra loro, magari viene chiamato anche un altro aiuto (altro ginecologo/anestesista/oss), vengo dette delle cifre, dei numeri, di solito in millesimi; niente panico si parla di sangue, stai perdendo sangue (emorragia), è normale al secondamento (ossia alla espulsione della placenta), anzi molto spesso prima di definire una perdita di sangue si aspetta proprio questo annesso fetale. Vengono valutate le perdite, si valuta come “smuovere” la placenta per, si spera, far finire queste perdite od in caso contrario poter iniziare agire sia medicalmente sia chirurgicamente, non scendo nei particolari, ma ti saranno somministrati dei farmaci per costringere l’utero alla contrazione, e se ancora presente, sotto si procede a rimozione chirurgica della placenta seguita da un raschiamento della cavità (tranquilla, alla tua testa c’è l’anestesista). risolta una sorgente del sangue, o di una sua parte, si valuta quell’insieme che è formato (collo uterino), vagina-vulva-perineo. Se è stata necessaria una episiotomia (taglio della vulva) viene riparata (episiorrafia), al pari si riparano in sala parto le lacerazioni del collo, della vagina e della vulva, od anche delle ninfee, se di piccola entità, se invece le lacerazioni presenti espongono piani muscolari interni della pelvi (il retto, per intenderci) è possibile andare in sala operatoria per suturare al meglio per ricostruire i piani interessati.

Ok, il bimbo è sano vicino al papà, il sanguinamento è stato bloccato, le lacerazioni sono state suturate, perfetto, “ma come sta la mamma?” ti verranno fatti dei controlli ematochimici, monitoraggio della ossigenazione e delle lochiazioni (le normali perdite vaginali del post partum che alcontrario del sanguinamento deve esserci). non spaventarti, ma se fosse necessario, non starai in sala parto ma in rianimazione, fidati è il posto migliore per la tua osservazione, forse farai delle trasfusioni, forse verrà utilizzato del ferro di neo formazione, per rialzare il metabolismo della emoglobinoformazione, etc… ogni cosa che sarà fatta, a te sarà detta, tranquilla.

un capitolo a parte è un evento imprevedibile e drammatico. la morte endouterina del feto o mef. tale evento è sempre presente, prima puoi chiamarlo aborto spontaneo, estremo nel suo terrore. sulla base dell’età gestazionale, di altre tue varianti, potrebbe essere necessaria solo una revisione della cavità uterina (il famoso raschiamento), oppure un parto. tale procedura viene avviata con una normale induzione per la quale ti invito a leggere qui. una volta espletato il parto è necessario un raschiamento, infatti molto spesso potrebbero nascondersi problemi infettivologici o metabolici (almeno legati alle necriscine e putrescine). mi fermo qui poiché, non mi crederai, è un argomento pesante anche per me e perché le cause possono essere molteplici, associate e peculiari.

tuttavia se hai domande da pormi puoi contattarmi oppure chattare con me attraverso il pulsantone verde in basso a destra, se credi che una persona a te cara possa trovare beneficio da questo post condividimi via social.

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