il parto

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salve,

se stai leggendo questo post sei giunta al 3° trimestre di gravidanza, già immagini il bimbo in casa, in realtà lo stai facendo dal primo test di gravidanza positivo; mi spiace doverti ricordare che dalla 25a settimana al parto è, fisiologicamente, lunga. Fatti tutti gli esami, gli accertamenti e chi più ne ha più ne metta per la salute del bambino, risulti essere nella maggior parte delle gravidanze, ossia sana. meglio così. giunta alla 34a settimana, anche se la data cambia da istituto ad istituto, ti verrà chiesto di iniziare i controlli cardiotocografici dalla 38a settimana (ricorda cambia da istituto ad istituto), alla cardiotocografia possono essere aggiunti ecografia per valutare indice di pulsatilità del cordone e quantitativo del liquido amniotico ed una vista ostetrica.

ora parliamo di una gravidanza che termina in maniera “spontanea”. un giorno inizierai a percepire le contrazioni, ognuna ha le proprie forme di valutazione (scala da 1 a 10, faccine sorridenti o provanti dolore, non ho mai sentito citare filosofi certo passare da apollinaire a schopenauer, autocitazione, sarebbe entusiasmante); comunque indipendentemente dalla scala di dolore è importante il ritmo e la durata di ogni singola contrazione. quando queste iniziano ad essere presenti in modo più insistente ma non necessariamente costante e ritmico sei entrata nella fase prodromica, la prima fase del parto.

diciamo che il parto il parto si divide in: fase prodromica, periodo dilatante, periodo espulsivo e secondamento. ti ho detto che sei nella fase prodromica, non chiedermi quanto durerà, anzi, molto capita che questa fase ha dei tempi di remissione e di latenza, ovvero queste contrazioni possono presentarsi anche ben organizzate, ben percepite tanto da convincere il medico a ricoverarti, ma poi dopo qualche ora tutto finisce, c’è un periodo di osservazione e quindi la dimissione con diagnosi di “falso travaglio di parto”. sì il esistono i drg (i pagamenti dalla regione) con il termine falso, falso travaglio è uno di questi. tornando alla fase prodromica questa favorisce le prime modifiche del collo uterino, ossia la sua posizione lunghezza e consistenza passano da posteriore alto chiuso duro a centralizzato quasi appianato dilatato. Quanto dura, la qualità del dolore provato (non la quantità, ma a cosa rapportarlo ad esempio una mestruazione), la presenza o meno del tappo mucoso sono parametri individuali

il travaglio

il periodo dilatante (ricordi la seconda fase?) non è altro che il collo che passa dalla dilatazione iniziale (circa 3 centimetri per definire un iniziale travaglio) a completa (dieci centimetri, lo metto per iscritto che fa più scena), non tutto questo periodo è necessariamente dolore, solitamente l’inizio sino ai 4-5 cm, tuttavia alle volte anche oltre. in questo periodo si soffre, è inutile negarlo, implorerete tutti i santi del paradiso, ed il tuo santo è

l’anestesita

la partanalgesia, ossia la riduzione del dolore da travaglio, è una pratica ormai consona in italia. la sua applicazione cambia da istituto ad istituto, ma fa parte dei livelli elementari di assistenza, è fortemente consigliabile eseguire il colloquio per avere accesso alla partanalgesia, spiego perché. anche se sei la più motivata delle donne nel percepire momento per momento il parto, dolore compreso, accetandolo, non è detto che tu non possa soffrire le pene dell’inferno ed implorare l’anestesia peridurale per ridurre questa sensazione infame, tuttavia impedimenti come esami, tatuaggi, cicatrici, interventi ed altro posso impedirti tale procedura, quindi è meglio saperlo già, in più non è detto che l’anestesista senza un consenso firmato al di fuori del travaglio abbia, giustamente, voglia di rischiare dopo 10 anni una querela per un consenso estorto in una fase nella quale firmeresti le cambiali di chiunque. forse non ne farai uso ma è meglio avere quella carta in più. piccola precisazione il tempo per applicare la partanalgesia è tra i 3 e 7 cm di dilatazione, prima e dopo non è consigliabile, i boli di anestetico saranno somministrati secondo le necessità e le tempistiche; verso la fine del parto, però, sarebbe meglio evitare (o limitare), poiché le sensazioni anche dolorose sono necessarie, anzi essenziali, alla parte finale. per tutto il periodo del travaglio verrai invitata forse ad assumere alcune posizioni, a camminare, a fare le scale, il tracciato cardiotocografico sarà costante, con sensori a cavo oppure telematici, quindi non sarai mai sola (che ti piaccia o meno).

a questo punto sei ufficialmente nel periodo espulsivo (terza fase), lo so, lo vedo dalla tua espressione che non aspettavi altro nella giornata. ok, me la sono cercata, il periodo espulsivo è quello più intenso e meno ricordato (un regalo della natura per farti fare il secondo), sei arrivata sino qui e non siamo passati al cesareo (che se non hai chiesto, hai per lo meno pensato), gli ultimi sforzi, poi porti la bandiera a casa.

in questa fase, tutto è confusione, anche se va tutto bene anche se stai ascoltando e seguendo i consigli della ostetrica, tutto è confusione. la testa fetale occupa tutti gli spazi pelvici, stira i nervi, allarga ogni mucosa genitale, schiaccia muscoli e tendini, insomma non ti sentirai più in possesso del tuo corpo, sbagliato. sei perfettamente in grado di gestire la situazione, non devi avere paura del dolore, ma affrontarlo, anzi “andarci a braccetto” poiché ti guiderà il dolore, insieme alla ostetrica, nelle ultime fasi del parto. respira bene, quando spingi non tenere l’aria in gola (ce ne accorgiamo dai rumori che fai) e concentrati sull’obiettivo. potrebbero essere necessarie delle manovre ostetriche da parte dei medici, alcune di queste vengono classificate come violenze, tuttavia non ho mai conosciuto un medico felice di trattare male una partoriente. o direi che sono azioni necessarie, come poi possano essere interpretate è personale, non sempre si può dare una spiegazione lunga o completa, e non sempre tale spiegazione è comprensibile. esporre tutte le varianti e le necessità durante un travaglio di parto è quasi impossibile. i corsi di preparazione al parto sono un tentativo, ma ammetto che poche pazienti, ricordo mi abbiano citato esattamente una procedura od una eventualità elencata nel corso svolto insieme. manovra ostetrica può essere la episiotomia, ossia il taglio medio laterale (di solito a destra) della vagina. Tale pratica è fatta per eliminare i carichi delle forze sulle mucose e sulla cute, evitando o limitando le lacerazioni spontanee (queste hanno una loro classificazione e relative corrette terapie ricostruttive). altra manovra ostetrica è la ventosa, o vacuum se hai visto grace anatomy, ormai quelle metalliche con aspiratore meccanico vicino sono un ricordo, funzionavano molto bene ma avevano tempi lunghi di preparazione e necessitavano di una curva di apprendimento più lunga, oggi invece si usa una con pompa manuale con curva di apprendimento più rapida. la ventosa ostetrica non deve fare paura, io stesso ne ho applicato due, intendo che alla mia nascita mio padre, sì sono figlio d’arte, ne applicò due di dimensioni diverse ed in tempi diversi e soprattutto di vecchio modello. il forcipe, dimostrazione del furto del diritto d’autore in medicina, in italia non si usa più, o meglio è usato da pochi ormai esperti di tale procedura.

per favorire la nascita, dopo l’espulsione della testa (lo so questa immagine, nella fantasia, può far star male) potrebbe essere necessario assumere una serie di posizioni od applicare delle manovre, sempre assistite dal personale presente, atte alla liberazione delle spalle. fidati, non scendo nei particolari estremi poiché chiederesti preventivamente il taglio cesareo (è capitato con mia moglie alla quale, stupidamente, ho spiegato tutto con più novizie di particolari, descrizioni più attente, mimesi delle manovre) ma ogni cosa ha il suo fine e per te è il bimbo sano in braccio.

in qualunque momento potrebbe essere necessario, o consigliabile, l’uso della ossitocina, dalla semplice induzione al post partum per limitare le perdite ematiche

nato

appena nato si fa un test ad 1 minuto e a 5 minuti, il famoso apgar; anche sulla base di quello si può decidere di fare lo skin-to-skin, ossia il bimbo poggiato sulla pancia od anche il lotus.

Il secondamento o quarta fase

hai la tua creatura in braccio, o sulla pancia, sarai e sei soddisfatta, salvo in caso di gemellare altrimenti il secondo è in arrivo e si riparte dalla fase tre. pensi che le tue fatiche siano finite, invece ecco il personale ostetrico che conta i minuti, i minuti dal parto, poiché attendono tutti la placenta! entro 60 minuti la placenta deve essere espulsa (in assenza di perdite significative), altrimenti si deve procede manualmente alle volte anche in sala operatoria. Restituita la placenta (la placenta e le membrane appartengono al feto) si contano le perdite e si valutano i genitali esternamente. Tale visione può essere fastidiosa non tanto per l’intimità violata, ma per la garza asciutta per allargare la vulva e vedere. la garza è asciutta per assorbire il sangue e vedere bene, se fosse bagnata non si capirebbe alcunché. in caso di lacerazioni bisogna procedere con la sutura, quanto più ricostruttiva. spiego meglio le lacerazioni qui. capita che la ostetrica, nella visione dei genitali, chiami il medico per delle perdite ematiche ed il medico per valutarle esplori la vagina ed il collo energicamente smuovendo dei coaguli fermi che potrebbero richiamare sangue. Altro motivo per chiamare il medico e l’insieme placenta e membrane oppure i sanguinamento ma ne parlo meglio qui.

come sempre se hai dei dubbi o domande da pormi sul tuo caso puoi contattarmi oppure avviare una chat con il pulsante verde in basso a destra o se conosci un futura mamma condividimi con Lei via social.

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