il primo trimestre

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l’inizio (1-12 settimane): esistono delle situazioni che accompagnano la vita di una  giovane donna che limitano la vita riproduttiva (come ad esempio l’ovaio policistico: irregolarità del ciclo “<<domani dovrebbe, si spera, venirmi il ciclo>>”, cambiamenti del desiderio sessuale “anche se in giovane età”, immagine relativa di sé lievemente distorta “peluria sul volto, peso ideale Vs peso reale, etc…”), tuttavia limitano, anche se molto, non impediscono, e quindi scopri un giorno di essere incinta, hai deciso di portare avanti la gravidanza poiché esistono i contesti e le ansie personali o della intera società (covid-19), o forse hai cercato e desiderato questa gravidanza.

prima azione: acido folico, o folina o vitamina B9; ormai è consolidata la cultura della prevenzione, in questo caso si parla di spina bifida ossia la mancata chiusura di alcune vertebre lasciando esposte alcune zone del midollo spinale ancora coperto dalle sue membrane (le meningi); in più serve per il “riciclo” del ferro (il rosso del sangue per intenderci), permettendo così un aumento della emoglobina (Hgb) vittima di un calo fisiologico durante la gravidanza ma come tale a rischio di crolli non prevedibili, perciò ulteriore prevenzione; una compresse da 400 microgrammi (mcg oppure μg, se la stampante di laboratorio conosce il greco antico)

seconda azione: scegliere chi ti possa seguire in gravidanza e possibilmente al parto, una azione naturale ma non scontata. puoi scegliere un ginecologo ostetrico che segua la gravidanza in toto è consigliabile per avere, si spera, il pugno della situazione in mano, valutarti consigliarti o guidarti anche contro voglia (o paura) in quelle azioni che reputi spaventevoli, che riesca ad eseguire le ecografie, interpretare le immagini, oppure un ginecologo che abbia una buona rete di colleghi, ai quali affidarti, od ancora una ostetrica, la quale in maniera più “personale”, “intima”, possa affrontare con te le vicissitudini di queste 40 settimane; l’ostetrica ambulatoriale, ossia del territorio, va benissimo, riesce ad organizzarti le ecografie, ad esempio, sul territorio, questo presenta però un lieve difetto: i medici coi quali parli sono diversi. ciò significa che eventuali domande o spiegazioni di dubbi tra una ecografia e l’altra (ad esempio) possono essere lievemente dissimili da ciò che hai saputo da un altro dottore. in ultimo, ma non meno importante, le ostetriche di ospedale, queste hanno la possibilità, di solito, di avere il polso della situazione della affidabilità dei medici. spiego prima di far nascere il panico: inutile negarlo, noi medici siamo caratteriali (e chi no) ognuno di noi usa delle formule, delle frasi che possono tranquillizzare molto oppure per nulla, quindi una ostetrica di ospedale sa perfettamente come “tradurti” il linguaggio di quel medico.

Terza azione: “train spotting”, già anticipata dalla seconda azione. Potrebbe essere necessario in questa tua avventura, come un ulisse, un giro di ospedali o studi per più valutazioni specifiche, tutte per non escluderti dal concetto di base di gravidanza fisiologica.

quindi calma, facile a dirsi, ma se non si mantiene la calma le parole di dottori e delle ostetriche sembreranno sempre in contraddizione.

dopo il test di gravidanza positivo verrai indirizzata a farei primi accertamenti sia ematochimici (cioè del sangue) sia ecografici (quelli che vedi nei serial oppure nelle notizie vip) sia funzionali (pressione, esame urine). le ricerche ematochimiche sono generalmente: emocromo (la emoglobina che senti urlare nelle scene in sala operatoria), ast, alt, bilirubinemia, tsh, glicemia, rosolia, toxoplasmosi, hiv, hcv, hbsag, cmv, tpha, vrdl; quindi, es urine, urinocoltura. le ecografie sono all’inizio generalmente due: la prima per vedere se la gravidanza è nell’utero, la seconda per valutarne l’accrescimento ossia se la ultima mestruazione (ricorda si valuta dal primo giorno) corrisponde alla età gestazionale, molto spesso le due ecografie coincidono, ma preferisco affrontare il discorso al contrario per limitarti le normali apprensioni, io mi immedesimo nella situazione di sentirsi dire <<va tutto bene ma…>>. in quel “ma” e nel respiro che segue c’è tutto il freddo dell’universo.

la ecografia principale che segue è la così detta “plica nucale”, ormai sono già vecchio e mi ricordo le prime presentazioni di questa valutazione, si tratta della valutazione, appunto, dello spessore di una struttura anatomica della parte posteriore del collo dell’embrione. tale spessore oltre certi limiti viene associato a patologie genetiche comuni. la accuratezza di tale misura (indipendentemente dal risultato) si associa oggi ad altre valutazioni ed esami ossia lunghezza dell’embrione, la sua frequenza cardiaca, quindi si procede, a ricerche biochimiche a livello ematico: free-beta, papp-a. 

tutti questi dati vengono valutati insieme e da questi si ottiene un numero, il numero è 1/(su) un altro numero. quell’“uno” sei tu, i numeri dietro sono tutto ciò che vorresti, o non vorresti, essere. i numeri esistono, ma tu respiri, tremi ed hai paura, tu non sei un numero, quella è statistica, fredda come calcoli e spietata come silenzi. qualora il risultato sia positivo (positivo vuol dire molto spesso “male” in medicina) ti verrà suggerito di procedere ad indagini genetiche di secondo livello ossia la villocentesi, in alcuni casi la amniocentesi (esami che hanno un indice di aborto associato, minimo, irrisorio ma non zero). 

mentre gli esami di prima esprimono un dato statistico (un embrione su tot embrioni nella popolazione omogenea in esame, ad esempio per la età), queste ricerche esprimono una informazione certa. se la indagine genetica dovesse essere negativa (a rigor di logica vuol dire “bene”) la questione si estingue lì, inteso come momento non come posto. ma se il risultato dovesse essere positivo, ti verrà chiesto di fare una scelta, la scelta è tua, spaventevole, desertica, come medico eseguirò la tua scelta senza commento e ti difenderò da chiunque esprimerà una parola contro di te, te stessa compresa. non esiste una risposta giusta quando è la domanda sbagliata in principio; queste frasi che ti ho scritto, intimamente le pronuncia qualunque medico non obbiettore. per chiariti cosa prevede la legge in italia ti rimando a questo post, se tu dovessi esserne interessata ti consiglio di leggerlo poiché le parole dei colleghi anche se le hai intese, forse non ti sono chiare ora.

esiste un’altra forma di indagine: la ricerca di cellule embrionarie libere nel sangue materno: il risultato è un dato genetico espresso come statistica, mi spiego. viene eseguito un prelievo di sangue, questo campione viene inviato in laboratorio e processato; si ottengono così le cellule non-ematie-materne circolanti libere, da queste si calcola la percentuale di cellule fetali su cellule materne e dalle prime si ricava il dna fetale; da qui il concetto di dato genetico espresso come statistica, ossia la accuratezza del risultato genetico è proporzionale alla percentuale di cellule fetali.

dedichiamo qualche riga alla più comune delle patologie nella gravidanza iniziale, quella che in ogni triage di pronto soccorso viene segnato come “sanguinamento e algie pelviche in gravidanza iniziale”. 

molto spesso queste perdite ematiche sono, paradossalmente, un buon segno. Immaginiamo di dover costruire un palazzo, il primo passo è scavare per costruire le fondamenta, allo stesso modo il prodotto del concepimento scava nella mucosa endometriale (l’endometrio è quel tessuto che perdi con la mestruazione passa da “linoleum” a “moquette” per poi tornare a “linoleum” in caso di mestruazione). 

successivamente dobbiamo far arrivare a queste fondamenta acqua luce e gas, nel tuo caso ossigeno, enzimi, ormoni, etc… per far sì che ciò accada si creano i capillari, vasi sanguigni così sottili che non hanno neanche una parete. Questi capillari, spinti dall’onda ormonale dello HCG (l’ormone che si ricerca nei test sia sanguigni sia su urina), si formano in ogni mucosa, ad esempio ti sarai accorta che lavandoti i denti perdi sangue dalle gengive più facilmente, oppure ancora la madonna che piange sangue, non è un miracolo, la faccia interna delle palpebre è una mucosa, di una quindicenne vergine incinta, quindi piange sangue. 

il sangue che ti porta in pronto soccorso giunge non dalla mucosa uterina però, giunge dal collo dell’utero. l’utero, inteso come corpo, è un muscolo, questo muscolo durante la mestruazione si contrae per chiudere i capillari e, di conseguenza, limitare il sanguinamento; il collo al contrario è un sacchetto di collagene pieno capillari. 

un colpo di tosse, un rapporto sessuale, od ancora nessuna causa può scatenare un sanguinamento, piccolo, che in questa fase della tua vita sembra e percepisci come immenso. il sangue è per lo più scuro, marrone, tendenzialmente raggrumato, oppure ancora chiaro e liquido come una “lavata di carne” (vecchio termine che rende l’idea), questi colori, o toni cromici, sono assolutamente normali, sono coaguli non di un ambiente secco, come un taglietto sulla pelle, ma di un ambiente umido come la vagina; quindi il sai benissimo, se hai letto fino a qui, che il motivo per preoccuparti è il sangue rosso vivo, con o senza dolore, che potrebbe essere segno di un distacco anche minimo della inserzione placentare (la base dell’albero sopra le radici e sotto il tronco), per riparare tale distacco si può somministrare del progesterone per via vaginale (qualora il tuo ginecologo non te lo abbia già prescritto).

valuta tu come sia il tuo sanguinamento, e se ritini vai in pronto soccorso, serena accompagnata dalle preoccupazioni che puoi avere, giuste e legittime, ma serena se hai letto questa parte. 

la seconda parte del pronto soccorso e il “dolore”, o meglio doloretti. questi doloretti sono segno di un utero che sta facendo ginnastica. Specifico subito, il tuo utero è da sempre in attività contrattile, da quando eri un feto dentro tua madre. queste contrazioni sono per conservare la forma di un muscolo cavo che non ha un osso sul quale fare leva. il tuo utero pesava prima della gravidanza circa 100 grammi a fine gravidanza, senza bimbo, senza placenta, senza liquido amniotico, senza sangue può arrivare a pesare anche 1500 grammi. piccolo trucco per ridurre i doloretti descritti è bere, non mi interessa la quantità ma il ritmo e cosa si beve. acqua essenzialmente acqua, ogni 5-10 minuti, 1-2 sorsi di acqua (mezzo bicchiere ogni 20 minuti, quindi) alternando con un integratore salino sportivo (gatorade o polase o quello-che-preferisci-e-ti-costa-di-meno-è-il-migliore), od in alternativa le compresse integrazionali  che trovi in farmacia. 

con una buona ritmicità i doloretti dovrebbero sparire o per lo meno attenuarsi sino a scomparire intorno alla 13a settimana di gestazione.

con questa ultima riga si conclude il tuo primo trimestre, spero di averti rasserenato e dato spiegazioni per entrare insieme nel secondo trimestre.

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