L’APPARENTE CALMA DELLE VITTIME

L’inutilità del Bianco

E’ in ritardo! Di venti minuti, è in ritardo!”.

Lo so… che palle! Tanto al freddo ci siamo noi, non lui! Pezzo di
merda di ”.

Sotto un cielo grigio, senza vento, due carabinieri attendevano un loro
superiore e stavano più o meno piantonando un cadavere, nella
boscaglia, nel freddo.

Inverno.

La vecchia BMW arrivò quasi rumorosamente, aveva le gomme da cambiare.
Quattro frecce e freno a mano tirato all’ultimo dente. La sua
scarpa con la suola in gomma masticava quel nevischio grigio sporco
scomodo che ricopre le stradine vicino ai laghi. Infatti era così.
Il lago ghiacciato stava tranquillo a meno di trenta metri dal morto.

Umido.

In attenti i due carabinieri salutarono il maresciallo Radzesky. Questi
rispose e ruppe il ghiaccio:

A che ora è stato rinvenuto il cadavere?”.

Alle sei e mezza, lo ha rinvenuto un tizio col cane, ci ha chiamati
subito” rispose tosto uno dei due.

Attendo qui, portatelo”.

Neanche due minuti e lo stesso carabiniere di prima accompagnò l’uomo dal
tenete.

Buon giorno e grazie della pazienza, signor…”.

Alberto Rossi. No, non c’è di ché. Sapete chi è quella persona”.

Non l’ho ancora visto, il cadavere è giù nella profondità del
pendio, i due appuntati stavano sopra, quasi sulla strada aspettando
di vedermi arrivare”. La voce del maresciallo era abbastanza
incazzata, era in pieno disappunto, non solo per l’errore dei due
di prima, che dovevano guardare il cadavere, ma anche per altre cose.

Infatti Radzesky continuò “Quindi lei, stava col cane in giro a quest’ora?
Che stav’affà?”.

Niente io mi sveglio presto la mattina e porto il cane in giro, soffro
d’insonnia e quindi il cane è l’unico amico disponibile a
quell’ora, sa da quando ho perso mia moglie”, imbarazzato l’uomo
rispose.

Ma lei è pratico di questa zona? Sa andare in giro da solo la mattina
all’alba a piedi da solo sotto la neve”.

Rossi quasi arrabbiato gli rispose “Lei non sa cosa sta insinuando, sono
solo senza nessuno che mi prepari un caffè, il cane è l’unico mio
amico, abito in una baita a cinque chilometri da qui e questi posti
li conosco come le mie tasche! Sa!”.

Invece non so, non so che sua moglie non è morta ma l’ha lasciato, non so
che neanche se non l’abbiamo mai pescato con le mani nel sacco, non
so che lei è un bracconiere e non so che la stagione di caccia è
chiusa, non so che ha un fucile e non lo ha sepolto nel nevischio a
tre chilometri da qui… in più non so che due carabinieri ricevono
una giusta posizione di cadavere e loro sbagliano statale parlando
alla centrale, così vengo sbattuto dall’altra parte a cercare un
cadavere che non c’è con dei carabinieri che non ci sono ed un
lago a tremila metri da dove dovrebbe essere!” nessuno si aspettava
da parte di Radzesky una sfuriata così pesante.

Appuntato…?” continuò il tenete.

Degliangeli, ci scusi per prima”.

Di questo ne parliamo poi, appuntato Degliangeli accompagni il signor
Rossi in centrale e gli chieda del fucile, del cane, insomma di
tutto”.

Nel mentre arrivò anche la polizia scientifica alle sue spalle. Senza
interrompere la discussione di prima in tre si misero le tute
bianche, gli occhiali e le mascherine.

Si
avvicinò il loro capo a Radzesky.

Noi abbiamo già iniziato, anche noi siamo stati sbattuti lontano, avrà
i primi risultati oggi pomeriggio”.

Ora stavano tutti vicino al cadavere.

Neve.

La faccia nella neve e l’abbigliamento non permettevano di capire se
era un uomo od una donna, la giacca felpata blu era unisex solo il
rosso in mezzo alle spalle faceva capire che non era una morte
naturale.

Uno della scientifica, o forse un medico legale, infilò la mano di
sinistra nella tasca posteriore dei jeans e ne estrasse un
portafogli.

Forse si chiamava Martina Rubello, nata a Roma il nove nove
sessantaquattro, stando alla carta d’identità” disse lo stesso
di prima mentre navigava tra le carte credito, documenti e bancomat
in mano.

Radzesky “Che lavoro faceva?”.

Qui è riportato infermiera, perché?”.

Molto più spesso di quello che si pensi, il lavoro uccide, altro che morti
bianche!” con voce alta disse Radzesky.

La testa della donna fu sollevata, gli occhi chiusi, la bocca semi
aperta, i denti non perfettamente bianche ed il candore della neve
sulle labbra. Le labbra viola.

Si, si è lei quella dei documenti” continuò il ragazzo coi documenti
in mano.

Per il maresciallo Radzesky era iniziata una brutta gatta da pelare. Lui
non lo sapeva ancora.

Ventidue giorni a capodanno.

In centrale il lavoro di ricerca scappò da tanto era veloce.

I dati sul computer viaggiavano uno dietro l’altro ed i tasselli del
puzzle, che sembravano ben ordinati, si confondevano tra loro nel
lucido caos di un omicidio.

La infermiera Rubello, nata a Roma il nove nove
millenovecentosessantaquattro, diploma da ostetrica a ventitre anni,
quindi ha iniziato a lavorare presso la clinica “Del Bene” e lì
è rimasta sempre è stata assunta come infermiera professionale. Non
aveva famiglia, ne particolari amici. Una vita simile ad un piattume.

Nei pixel dello schermo non c’erano dati così insignificanti da
sembrare essenziali. Ad esempio cosa le piaceva, se aveva mai amato
veramente qualcuno o qualcuna.

Niente di quello che era ufficiale spiegava cosa ci facesse la vittima lì,
indipendentemente dall’ora ma lì in quel luogo dimenticato da Dio.
Abitava in centro città, a sessanta chilometri di distanza. Il conto
in banca era di trentasette mila euro, non molto ma abbastanza.

Gli occhi di Radzesky erano resi stanchi dai quei pixel che continuavano
ad attivarsi, senza dare informazioni utili.

Indeciso sul da farsi e sugli interrogativi che gli stavano emergendo in testa
decise di fermarsi.

La strada era fangosa ed il pavé massacrava gli pneumatici.

Dalla centrale gli arrivò la comunicazione di ritornare subito sul luogo
del ritrovamento, “Quasi ero a casa, maledizione” pensò.

Senza Vita

Ormai iniziava già a tramontare, strano è lo scherzo della rotazione
terrestre d’inverno. La notte che porta consiglio inizia prima i
suoi suggerimenti.

I soliti due carabinieri erano immersi nella neve, tra le luci dei fari
a giorno da cinquecento watt e le persone della scientifica.

Se non avete trovato il fucile del Rossi sono cazzi vostri!” urlò dal
ciglio della strada guardando verso il basso, ma fu folgorato in
mezzo agli occhi quando vide due portantini con una bara piccola
piccola.

Che imbecille che sono”, un solo pensiero o forse se lo disse tra i
denti.

Poco distante una Mercedes nera, un carro funebre così grande per una
bara così minuta.

Era stato scoperto un secondo cadavere. Questo stava vicino al fucile, ma
sepolto molto meglio nella neve. Uno dei due carabinieri cercando di
recuperare una cartuccia iniziò a scavare nel freddo e scoprì in
piedino. Da lì a due ore sarebbe stato chiamato il maresciallo
Radzesky.

Il signor Rossi erano diverse ore che stava in macchina a lamentarsi del
freddo, sostenendo di non essere un bracconiere; ma da lì a poco non
avrebbe immaginato la notte d’interrogatorio.

Casa cacci col fucile?” Radzesky iniziò, niente buonasera od altri
convenevoli, per aumentare lo stress sull’interrogato questi era
rimasto da solo nella stanza degli interrogatori senza cibo ne acqua
fino a notte fonda.

Quel fucile è mio, ma non ho cacciato niente” gli rispose Rossi
maneggiando la foto dell’arma stampata su una polaroid vecchio stile.

Pensaci bene”.

“…”.

Vicino al tuo fucile è stato ritrovato un neonato morto, caccia anche i
bambini?” Radzesky lo spaventò non poco.

Ehi, ehi un attimo, sparare ai cinghiali è una cosa, ma di bambini non ne
so niente!” aveva iniziato a dire.

Il PM è rimasto di sasso quando gli ho comunicato del ritrovamento del
bambino, stanno già facendo l’autopsia, confessa cosa centri tu
con le due morti?”.

Niente, niente, lo giuro. Ammetto che ammazzo cinghiali per venderne salami e
pelle, ma basta”.

Alberto, i cinghiali non li prendiamo in considerazione, ma i maiali che
ammazzano i bambini vengono sgozzati in cella e risultano incidenti
di rasatura, confessa!” Radzesky, maresciallo di grande esperienza
e di giovane età, anche con sei mesi di sospensione non aveva perso
lo smalto.

Il bussare.

La porta fu aperta dall’esterno entrò un appuntato anonimo con delle
carte in mano.

Radzesky uscì subito, ma prima disse a Rossi “Io ora esco da questa stanza,
se sei abbastanza stupido scappa, se sei saggio confessa, se sei
coraggioso fatti ammazzare!”.

Fuori ad attendere il maresciallo c’era una donna.

Piacere, sono Ambra d’Ambra, il medico legale di turno, lei è il
maresciallo Radzesky?”.

Ambra d’Ambra?” con uno sguardo di dubbio dipinto tra le folte
sopracciglia ed i capelli lunghi e scompigliati.

Si, mi chiamo così… invece Radzesky non è un nome italiano, vero?”.

Spagnolo, mio nonno era spagnolo… Cosa deve dirmi?” rispose il tenete
ponendo una innaturale fretta alla conversazione.

Il lattante… riguarda il lattante… era già morto da un giorno
almeno”.

Cosa intende dire, scusi”.

Il lattante…Sì, il lattante e non è un particolare da sottovalutare,
le spiego perché. Il lattante era affetto da XXX1, una malattia
rara, anzi tanto rara da venir classificata come orfana”.

Una malattia orfana? Perché le malattie hanno i genitori” il sarcasmo
di Radzesky era guidato dai particolari fisici, anzi corporei, della
dottoressa, un collo lungo, un naso piccolo sproporzionato, mani
molto lunghe che sottolineavano le sue stesse parole e capelli molto
lunghi raccolti in un pomello voluminoso e nero dietro la nuca ed un
piccolo particolare appeso a mala pena sulla sua caviglia di destra,
indipendentemente dalla calza nera che ne definiva i contorni sottili
come uno schizzo a carboncino di un grande pittore.

Orfane sono le malattie così rare che non vale la pena studiarle e trovare
una cura”.

Come l’olio di Lorenzo”.

Quello è un film tatto da una storia vera, ma l’esempio calza” stupita
la dottoressa d’Ambra gli disse. La anatomopatologa era stupita del
fatto che non era del tutto scemo come
sembrava.

Allora lasciamo andare il signor Rossi… però non mi sovviene una cosa…
due corpi un’infermiera ex ostetrica ed un bambino affetto da XXX1,
due cose strane, un reparto di maternità freddo freddo” iniziava
ad essere sarcastico, voleva conquistare la donna davanti a lui, e
stava andando nella giusta direzione come il Titanic.

Rientrò nella stanza senza salutare la dottoressa.

Allora da quanto tempo ti occupi di far abortire i cinghiali?”.

Cosa? Non capisco cosa significa?” il signor Alberto Rossi, non
aspettandosi una domanda così strana, rosso in viso con abbondante
sudorazione chiese.

Significa che ora ti puoi levare dai coglioni, ma rimani a casa che se dobbiamo
venire ad arrestarti ci fai fare meno fatica” quasi gli urlò in
faccia.

La notte porta consiglio. La dottoressa non rimase lì ad aspettarlo.

continua…

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