sterilità, infertilità e procreazione medicalmente assisitita

Condividimi

salve,

se stai leggendo questo post, stai cercando spiegazioni di un evento presente nella tua vita, o meglio una assenza: quella di un figlio in braccio. scusa la brutalità. ti risparmio tutto lo scibile della storia, a partire dalla bibbia, sino ai giorni nostri (con storie di cronaca rosa e nera discutibili), ma come puoi capire non sei sola, non sei la prima e non sarai l’ultima.

cosa ti è successo? ti risparmio la mia idea di società moderna, analizziamo i fatti: stai, anzi state (poiché siete una coppia di pazienti, e poi vi spiegherò perché) cercando una gravidanza da circa 12 mesi ed i vostri tentativi non hanno portato ad alcunché, oppure un evento della vostra vita (insieme oppure da singoli) vi porta a chiedere aiuto ad un medico per questo bambino.

prima di affrontare un percorso di procreazione medicalmente assistita (pma) è giusto sapere che di qualunque cosa non c’è responsabilità di uno dei due, e se non c’è responsabilità non c’è colpa. lo scrivo poiché tra sessualità, sessuologia e ricerca di un figlio di coppie che finiscono male ne ho viste; quindi se state iniziando questo percorso sappiate che verranno fuori delle particolarità della vostra salute e storia che potrebbero essere difficili da digerire e dare la colpa oppure il senso di colpa è sempre dietro l’angolo, non è il momento di recriminazioni ma di solidità, dovrete essere granitici e sicuri, insieme.

Fatta questa premessa, se state leggendo questo punto avete deciso (poiché vi sarà stata proposta l’adozione, poiché il percorso può non essere piacevole), bene, vi illustro il menù:

un primo incontro con il medico ultraspecialista in pma che possa inquadrarvi e comprendere come mai questo bimbo non viene; che sia il collega ginecologo od urologo (nella figura dell’andrologo) quasi non ha importanza, importante, anzi essenziale, è fare questo secondo passo.

traccerò con voi una linea grezza più o meno uniforme, poiché la legge e le regole di ogni istituto cambiano continuamente.

all’anamnesi (ossia l’insieme di domande di salute singola e di coppia, ad esempio l’età) segue la prescrizione di alcuni esami diagnostici sia ematochimici, genetico-cromosomici, ispettivi (ad esempio isteroscopia), radiologici (ecografia transvaginale / prostatica), microbiologici (tamponi vaginali e cervicali e, per il partner maschile, transuretrali, spermiocoltura e spermiogramma).

e qui iniziano i dolori, ossia le rivendicazioni inerenti il vissuto sia il proprio sia quello di qualcun altro. non lo dico per scherzare, ma è abbastanza frequente che rapporti consolidati, basati su una fiducia reciproca che parte da un punto certo nel tempo (il fidanzamento, oppure il matrimonio) finiscano per infezioni che inficiano la possibilità di procreare, o si scoprano altre forme infettive. bene spiego subito che la rivendicazione su una patologia non ha senso poiché sapere chi ha infettato chi per primo è una pura speculazione.

qui una prima diagnosi essenziale tra sterilità (ossia la non produzione di ovociti oppure di sperma) ed infertilità (il prodotto del concepimento non si evolve oltre lo stato embrionale)

consulenze con andrologi (o ginecologi), genetisti, sessuologi o psicologi o psichiatri, per escludere alcune patologie che potrebbero rallentare o bloccare il percorso

fatto queste indagini e trovata una causa si può provare (sì sono tentativi) a risolvere tale problema.

chiariamo un altro concetto nella pma molte indagini e terapie riguardano principalmente la donna, questo perché la donna è stata più studiata e quindi è più facile trattare, dove facile non significa senza problemi o fallimenti, ma che si hanno più farmaci, più interventi risolutivi, insomma più possibilità di ottenere un risultato.

per la donna esistono terapie di induzione della ovulazione, alle volte è paradossalmente l’utilizzo della pillola anticoncezionale per organizzare i cicli mestruali e quindi renderne più facili i controlli, i quali controlli saranno ecografie transvaginali (e dico solo ora che non è detto che siano sempre possibili ad esempio per un vaginismo). quasi al punto della ovulazione si propone il rapporto programmato o l’inseminazione, oppure ancora il pick up ovocitario.

ma andiamo per gradi

i rapporti programmati sono rapporti sessuali ad orari più o meno stabiliti, l’esito è molto spesso buono, tuttavia da sessuologo ti dico che l’ansia di tale impegno è tale da creare alle volte delle defaiance, è assolutamente normale, si perde un ciclo di induzione o di controllo;

cosa è l’inseminazione? l’inseminazione è una pratica clinica para chirurgica che vede al momento della ovulazione l’iniezione del liquido seminale (raccolto purificato e concentrato) attraverso il canale cervicale con preventiva disinfezione della vagina (magari con qualche giorno di anticipo e con disinfettante e pulizia subito prima della procedura), tuttavia i casi di pid (malattia infiammatoria pelvica) sono rari, molto rari, ma non zero.

<<ok dottore, ma se non sono adatta alla inseminazione come si procede con il pick up? e a cosa serve?>> semplice, il prelievo ovocitario è un intervento che si esegue in sedazione profonda o narcosi, ossia un anestesista induce uno stato di sonno profondo tanto da poter eseguire sotto guida ecografica (normalmente transvaginale, ma per soggetti affetti da vaginismo è meglio procedere pervia transaddominale) con un ago lungo la raccolta del liquido follicolare (di uno o più), il liquido viene inviato al laboratorio singolarmente (follicolo per follicolo) alla ricerca di ovociti.

una volta ottenuto un ovocita (o più, si spera) viene fecondato mediante l’incontro con lo spermatozoo (selezionato su basi morfologiche) in vetro (fivet), oppure si inietta lo spermatozoo direttamente dentro l’ovocita (icsi), oppure ancora si inietta il materiale genetico all’interno dell’ovocita (gift).

quindi l’attesa, quei momenti grigi che ognuno affronta a modo proprio, per sapere quante blastocisti oppure embrioni (dipende dalla maturità del prodotto del concepimento) sono disponibili, tristemente non è prevedibile tale evento

la chiamata del laboratorio, o del medico che vi ha portato per mano lungo questo percorso, vi annuncia un primo risultato positivo, quindi si programma l’impianto con una o due blastocisti (non di più, poiché se dovessero attecchire tutte e svilupparsi, ok per due gemelli, ma oltre diventa una serie di molteplici rischi che tra gravidanza e mantenimento di questi bambini che qualunque medico non accetterebbe per la salute sia della donna, sia della coppia, sia della famiglia).

come per la inseminazione si inietta il prodotto del concepimento e si attende il b-hcg positivo, oppure si attende poiché se l’endometrio non è favorevole, si congela il prodotto del concepimento (così come tutti i prodotti soprannumero) in maniera tale da procedere al momento più idoneo.

altra attesa

dopo alcuni giorni eseguirai, donna, un test di gravidanza (b-hcg) che ripeterai più volte. un controllo ecografico valuterà la sede dell’impianto (dentro l’utero o gravidanza extrauterina detta geu) lo sviluppo della camera (dimensioni e qualità), e quindi l’embrione. continuerai le terapie a te date per favorire lo sviluppo oppure per la vascolarizzazione.

una prima bandiera è stata raggiunta.

se hai domande o necessiti di chiarimenti puoi premere il pulsantone verde in basso a destra oppure contattami, se invece conosci una persona od una coppia che possa giovare del mio post, condividimi

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: